Agilità emotiva. Creare spazio tra le emozioni e le nostre reazioni
Traduco con piacere un estratto dal podcast del 31 marzo 2020 di Whitney Johnson, CEO della società di consulenza WLJ Advisors e autrice del libro “Distrupt yourself“ .
Nel podcast Johnson intervista Susan David, una delle maggiori esperte mondiali nel campo del management e autrice del libro “Emotional Agility”.
Il mantra di Johnson, concepito prima della crisi covid-19, è “The best way to manage through a massive disruption is to disrupt yourself”, che potrebbe essere tradotto con:
“Il miglior modo per attraversare una situazione sconvolgente è sconvolgere se stessi”
In questo estratto Susan David propone un esercizio per imparare a creare uno spazio tra la nostra emozione e la nostra azione, tra lo stimolo e la nostra risposta ad esso, per permettere anche ad altre parti di noi di venire alla luce.
Susan David, 31 marzo 2020 – Agilità emotiva
“Abbiamo tutti bisogno di poter mostrare le nostre emozioni in un modo sano, ma anche di non lasciare che esse ci condizionino: siamo noi i padroni delle nostre emozioni, i padroni delle nostre storie, non sono loro a possederci.
Ad esempio: quando diciamo “Sono stressata/o”, “Sono triste”, ciò che stiamo dicendo è che il 100% di me è quell’emozione, non c’è spazio per altro. Da un punto di vista linguistico ciò che accade è che in questo modo definiamo noi stessi attraverso quell’emozione.
In alternativa, possiamo porre uno spazio tra noi e quell’emozione in modo da far emergere anche altre parti di noi.
Come?
C’è una bellissima frase di Viktor Frankl (neurologo, psichiatra e filosofo austriaco, 1905-1997, ndr):
“Tra lo stimolo e la risposta c’è uno spazio. In quello spazio si trova il potere di scegliere la nostra risposta. Nella nostra risposta risiedono la nostra crescita e la nostra libertà”.
Quando siamo bloccati in una sofferenza siamo in una condizione di assenza di spazio tra lo stimolo e la nostra risposta. Ad esempio: “Sono stressata quindi mi chiudo in me stessa”.
Invece di dire “Sono stressata/o”… osserva i tuoi pensieri, la tua emozione o la tua storia per quelli che sono: è solo un pensiero, un’emozione, una storia, non è un fatto. Di’ piuttosto “Noto che ho urgenza di andarmene, noto un sentimento di stress”.
Sembra un trucco linguistico e lo è: ma è scientificamente provato e molto potente. Ciò che si verifica così facendo è che, notando i tuoi sentimenti e i tuoi pensieri per ciò che sono, riconosci che sono appunto pensieri, sentimenti, non fatti, e non resteranno per sempre.
In altre parole, stai creando lo spazio che ti permette di portare alla luce altre parti di te.”
Ascolta il podcast 157. Susan David: Emotional Agility
