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Cosa NON fare per ottenere un buon posizionamento su Google

Il web è pieno di articoli di esperti che consigliano cosa fare per migliorare il posizionamento del proprio sito o blog sui motori di ricerca.

Ho pensato quindi sia più utile elencare cosa NON fare e perchè.

Mi capita spesso di dire ai miei clienti “Il contenuto è veramente il sovrano del web!”. La frase non è mia, è di Bill Gates (1996). Mi aiuta a spiegare che l’algoritmo dei motori di ricerca negli ultimi anni ha valorizzato sempre più la qualità dei contenuti.

Quando un cliente si rivolge ad un esperto di SEO (Search Engine Optimization) si attende un intervento tecnico sul proprio sito che riesca a farlo comparire ai primi posti della SERP di Google, la pagina dei risultati che otteniamo quando facciamo una ricerca per parola chiave. Per dovere di cronaca, non esiste solo Google: anche Bing (Microsoft) e Yahoo, Ecosia ed altri search engines meno utilizzati garantiscono ottimi risultati di posizionamento.

Interfaccia del motore di ricerca Bing di Microsoft

Esistono ovviamente regole e azioni tecniche da svolgere per ottenere questo obiettivo. C’è però un elemento che un esperto SEO deve sempre ricordare al cliente e che quest’ultimo deve considerare con attenzione: nessuna tecnica avanzata può soddisfare da sola il bisogno dell’utente web di trovare informazioni pertinenti e dettagliate su un determinato argomento. Il solo strumento capace di fare ciò è il contenuto.

Un sito web, una community o un blog devono sempre produrre contenuti di qualità se vogliono migliorare il proprio posizionamento sul web.

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La SEO non è una questione di tecnica, ma di qualità (dei contenuti)

Se molti utenti attingono ad una fonte web per apprendere informazioni su un argomento, il motore di ricerca ne deduce che quella sorgente è competente in quella data materia. Se poi gli utenti parlano positivamente della pagina o i colleghi la menzionano e ne condividono il link, Google prenderà nota e la segnalerà ai primi posti ogni volta che una ricerca affine sarà effettuata.

Come si fa a sapere quali sono i criteri utilizzati da Google per considerare un contenuto di qualità?

Dal 2015 Google diffonde periodicamente una lista degli standard di qualità che i raters (valutatori della qualità delle pagine web) devono considerare e che gli esperti del web devono seguire.

Queste linee guida, le Google Quality Raters’ Guidelines, danno degli spunti importanti agli esperti di ottimizzazione delle pagine web attraverso la sola scrittura dei contenuti (SEO moderna).

L’elemento ricorrente e centrale delle QRG è a parer mio la nozione di scopo della pagina (“page quality”, PQ), la quale è legata a sua volta a quella di contenuto principale (“main content”, MC):

Remember that the first step of PQ rating is to understand the true purpose of the page. Websites or pages without some sort of beneficial purpose, including pages that are created with no attempt to help users, or pages that potentially spread hate, cause harm, or misinform or deceive users, should receive the Lowest rating.

(QRG 2018, page 18)

L’utente deve poter capire facilmente lo scopo di una pagina web, ovvero la ragione per cui essa è stata creata, e se corrisponde a ciò che sta cercando.

Volendo sintetizzare, ecco le caratteristiche fondamentali di una pagina di alto livello di qualità:

Copyright: Giorgia Li Vigni 2019

Cosa vuol dire E.A.T?

Expertise – Competenza

Il tuo sito deve essere innanzitutto frutto della tua competenza in una determinata materia.

I tuoi contenuti dovranno essere coerenti: se il tuo sito web o blog parla di design di interni, non sarai premiato se pubblicherai articoli e immagini sulla cosmesi naturale. Lo sarai invece se tutti i tuoi contenuti, non solo in rete ma anche sui social, tratteranno vari soggetti strettamente legati al tema centrale o esporranno diversi punti di vista su di esso.

Le tue pagine dovranno fornire informazioni che derivano dalla tue alte capacità tecniche in quel determinato argomento, possibilmente provate da riconoscimenti e supportati da una buona reputazione on e off line.

Qualche consiglio per migliorare l’expertise delle tue pagine:

  • includi nome, biografia e link al blog dell’autore del tuo articolo;
  • investi in un tuo personal branding;
  • cura la tua reputazione online;
  • partecipa attivamente alle discussioni sul tuo blog o sulle tue pagine social.

Authoritativeness – Autorevolezza

Più è alto il livello di competenza dei contenuti del tuo sito, più quest’ultimo si imporrà come autorevole in quel determinato ambito.

L’autervolezza è legata a come il tuo brand si posiziona rispetto ad altre piatteforme competitor che generano contenuti per il tuo stesso target. L’indicatore di authoritativeness utilizzato da Google è costituito dal numero di fonti esterne che citano il tuo lavoro: i backlinks.

Consigli:

  • il modo migliore per ottenere backlinks di qualità è offrire qualcosa in cambio;
  • non avere paura di perdere traffico dalla tua pagina inserendo link a siti autorevoli di colleghi o a pagine di approfondimento;
  • chiedi e partecipa a scambi di guest posts ospitando sul tuo blog articoli scritti da altri blogger e scrivendo a tua volta per i tuoi colleghi.

Trustworthiness – Affidabilità

Questo è un elemento centrale per Google: sicurezza, garanzia e trasparenza.

Consigli:

  • investi nella sicurezza del tuo sito web: al momento di acquistare un servizio di hosting e dominio, assicurati che il tuo piano includa il certificato SSL;
  • dimostra completa trasparenza, in particolar modo se si tratta di un e-shop;
  • se sono previste transazioni finanziarie, mostra sempre il payment security badge;
  • se possibile, inserisci nel Footer il reale indirizzo di posta del tuo brand;
  • assicurati che il tuo sito sia GDPR compliant;
  • cancella lo spam dai commenti ai tuoi post.

Cosa evitare

Per riassumere: ecco i consigli principali su cosa evitare per avere pagine web di successo e un buon posizionamento su Google:

Copyright: Giorgia Li Vigni 2019

Curiosità sulla SEO…

Tecnicamente, Google non rivela i dettagli dei suoi algoritmi. Il lavoro del SEO expert è quindi empirico: si osserva, si fanno ipotesi, si fanno test, si traggono insegnamenti, si diffondono le conclusioni. Poi Google modifica il suo codice, Bing e Yahoo lo inseguono, e si ricomincia daccapo.

Mi piace utilizzare la metafora del web come una rete di linee metropolitane di una enorme città, fatta di strutture, tecnologie, stazioni e punti di snodo, con un traffico di passeggeri considerevole. I motori di ricerca riescono a muoversi tra gli snodi elaborando software che viaggiano attraverso l’immenso database del web e “leggono” le pagine. Questi software si chiamano “spider”, ovvero ragni, o crawler” – letteralmente “la cosa che striscia”!

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