Digital Project Manager: chi è, cosa fa, come lo fa

Il Digital Project Manager: chi è, cosa fa e come lo fa

Tutti dicono “digital”

La tendenza oggi è di mettere la parola “digital” accanto ad ogni qualifica professionale. Digital Marketer, Digital Strategist, Digital Specialist, Digital Innovation Manager… Tutti dicono “digital” ma pochi sanno cosa voglia dire.

Tra le professioni digitali meno conosciute in Italia c’è sicuramente il Digital Project Manager (DPM). Perchè tanta confusione?

Cosa fa

Il DPM gestisce progetti dalla A alla Z come qualunque altro project manager, ma applica le sue competenze in ambiti di innovazione digitale, in azienda come in attività di consulenza.

Un progetto digitale è un processo lineare per il raggiungimento di obiettivi online, all’interno di un budget, con determinate risorse ed entro scadenze predefinite. Come ogni gestione di progetto, il digital project management richiede pianificazione, progettazione (design), sviluppo della soluzione, implementazione, testing, manutenzione e reporting periodico.

Per fare qualche esempio: un’azienda ha bisogno di trasformare i processi interni di lavoro in spazi collaborativi online. Oppure: una attività commerciale tradizionale vuole lanciarsi nell’e-commerce. Altri esempi molto diffusi oggi: community aziendali, soluzioni alternative di Intranet, siti web avanzati, applicazioni mobile, piattaforme di online gaming, Cloud, Search Engine Optimization (SEO).

Sì, ma concretamente, quali attività svolge?

La lista delle attività di un DPM potrebbe essere lunghissima a seconda del campo d’azione, della missione che gli è stata affidata, del settore a cui appartiene l’azienda e della suddivisione del lavoro con altri professionisti.

In generale, possiamo fare un elenco sommario:

  1. Analizza e comprende i bisogni attuali e futuri: non solo in fase iniziale di progetto ma durante tutta la sua durata, il DPM stabilisce un rapporto di fiducia con il cliente e riformula le necessità sotto forma di soluzioni. La produzione di business requirements, specifiche tecniche e funzionali (spesso richieste esplicitamente dall’azienda) può essere utile per verificare di aver capito chiaramente le esigenze del cliente. Rispetto al mondo aziendale, ovviamente il digital project manager di progetti web deve poter produrre una documentazione più snella e dinamica, ad esempio attraverso l’uso di presentazioni dinamiche o video.
  2. Definisce una strategia: il DPM coinvolge il committente e il team nella strategia proposta. In questo modo il cliente, il team e gli utenti finali saranno aiutati a fare proprio il metodo proposto per raggiungere l’obiettivo.
  3. Coordina il team che realizza la soluzione: il DPM non va da nessuna parte senza un team. Deve quindi avere le competenze necessarie per assicurare che ogni team member sia coinvolto e motivato e che la tempistica e il budget di progetto siano rispettati, possibilimente senza stress e tensioni.
  4. Assicura la qualità del prodotto nel tempo: il prodotto finale dovrà essere funzionante e funzionale, alla consegna e durante tutta la sua vita. Che si tratti di un software di reporting o un sito web, la soluzione dovrà rispettare determinati standard qualitativi. Per questo, il digital project manager deve proporre e coordinare fasi di testing iniziali e periodicheed effettuare la manutenzione laddove incidenti, bug o performance insoddisfacenti si verifichino.

Perchè non basta un Project Manager tradizionale?

Il cambiamento verso una soluzione digitale avanzata può essere scioccante e notevole, specialmente per imprese con una forte tradizione e organigrammi solidi.

L’imprenditore deve essere disposto a mettersi in gioco ed innovare non solo le tecnologie, ma soprattutto i processi e il proprio modo di fare business. Il project manager tradizionale e il consulente web esperto, dall’altro lato, devono saper rispondere a questa esigenza con qualche competenza in più.

Vediamo quali…

Quali caratteristiche?

La qualità di un DPM si vede dalla combinazione di 3 aspetti: esperienza nella gestione dei progetti, conoscenza delle soluzioni digitali avanzate e capacità umane (soft skills) e gestionali.

Tra le tecniche di project management, vanno considerate:

  • tecniche di gestione di progetti, preferibilmente secondo il metodo Agile e derivati;
  • tecniche di time management e gestione degli stakeholders;
  • it skills avanzate (ehm… no, “conoscenza del pacchetto Office” non è più sufficiente…).

Si entra poi nel campo della conoscenza delle soluzioni innovative disponibili sul mercato. Per citare alcuni esempi: Cloud, Solution-as-Service (SAS), Blockchain, Artificial Intelligence (AI), etc.

E per i progetti web: User Experience (UX), User Information (UI), SEO, Community marketing, Social Media, Sistemi di gestione dei contenuti (CMS) nuovi ed aggiornati.

A fare la differenza sono poi le cosiddette “soft skills”:

  • il DPM è una persona innovativa, creativa, curiosa e con una grande apertura mentale;
  • è capace di una visione strategica e di scenario;
  • ha l’umiltà di saper chiedere a chi ne sa di più, di ascoltare gli esperti tecnici, i colleghi, il proprio team;
  • sa comunicare e mettere in relazione tutti gli attori del progetto; è capace di motivare e assicura una leadership sana ed efficace.

Quindi il DPM fa… tutto?!

Ovviamente no, il DPM non potrà fare tutto (e certamente non tutto bene).

Per questo motivo è necessario che ogni DPM conosca bene le proprie soft skills, il proprio stile, il proprio talento specifico e le proprie ambizioni per spiccare nel mercato, farsi trovare e intercettare le aziende più giuste. Viceversa, è essenziale che l’azienda sia informata e sensibile alle nuove frontiere dell’innovazione digitale e che chiarisca bene i propri obiettivi (ad esempio con l’aiuto di un coach o di un innovation manager) prima di scegliere il digital project manager.

Un esperto di digital community ad esempio potrà difficilmente portare al successo un progetto di trasformazione del workflow dei pagamenti di un’azienda. Viceversa, un project manager imbattibile nella gestione documentale digitale, potrebbe non essere la risorsa giusta per accompagnare un commercio tradizionale verso l’e-commerce.

In altre parole, il DPM non deve essere anche uno sviluppatore o un esperto di contabilità. Ma, secondo il campo di azione, deve conoscere quali soluzioni tecnologiche il mercato offre per quel bisogno specifico, quali strategie attuare in quel settore in cui è specializzato e quali altri professionisti coinvolgere nel progetto (o a cui rivolgersi per chiedere consiglio).

Riassumendo…

Nel mio percorso mi è capitato di passare dalle strategie di comunicazione digitali integrate al digital project management in senso stretto in ambito aziendale. L’idea che mi sono fatta è che, aldilà delle definizioni (oggi uso spesso Digital Specialist), tutte le professioni che implicano la gestione di un progetto online hanno in comune:

  • una sincera passione per l’innovazione;
  • un approccio creativo e, per quanto possibile, “out of the box”;
  • la capacità di ascoltare e comprendere i bisogni del cliente in modo chiaro e dinamico nel tempo;
  • curiosità, conoscenza e facilità di apprendimento di nuove soluzioni tecniche sul mercato.

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